Sull'altro lato della luna.

Teneteveli stretti i vostri pezzi di ricordo.
Vi capiterà di averne bisogno in una notte senza luna.. quando tutto sembrerà inutile ed avrete la sensazione di essere davvero su questo pianeta, ma per fortuna in una posizione privilegiata per guardare le stelle.

sabato 29 dicembre 2012

"non ho scelto io di nascere, perciò fatemi vivere un po' come voglio"

Premessa: di ogni storia ci sono sempre due versioni, e questa è la mia.Ho scelto il classico perchè penso di scrivere bene, perchè adoro epica, le antiche leggende, le poesie scritte sotto una finestra al tramonto, ho scelto il classico perchè è quello che volevo fare, è quello che voglio fare, perchè è attraverso di esso che voglio andare avanti nella vita.
Greco non mi riesce, 'non hai logica' dice il mio professore; bene, proverò a rimediare, un modo per arrivare alla sufficienza lo trovo.
'Tu ti accontenti della sufficienza, è per i ragazzi e le ragazze come te che la scuola va male!'; NO! Io non mi accontento della sufficienza, io in delle materie punto all'otto, ma non in tutte, se una cosa non mi riesce non posso farci nulla, se non cercare di essere almeno mediocre.
'Perchè hai scelto il classico se greco non ti riesce? Greco è una materia molto importante, la logica serve! [..]se mia figlia fosse come te l'avrei uccisa.'; ma come ti permetti?! come puoi solamente pensare una cosa del genere! Solo perchè ti scopi mia madre, non vuol dire che tu abbia diritti su di me! Non sei mio padre, non sei mio parente, non sei nessuno, sei solo un megalomane che odia tutto ciò che non è come vuole lui! Bene sai che ti dico?! Ti dico che io non sono così male, non sono un angelo, ma non sono il diavolo, mi impegno in tutto, sono me stessa, e accetto le persone per come sono (a differenza di te).. Ho scelto il classico, perchè penso di scrivere bene, perchè mi piacciono le materie, perchè è quello che desidero fare! Non ho scelto io di nascere - come disse un grande - perciò fammi vivere un po' come voglio.
Ti odio, ti odio quanto più è possibile odiare qualcuno, non sei dio, non sei perfetto, e a quanto pare neanche la tua vita lo è. Hai rovinato il tuo matrimonio, il rapporto con tuo figlio, e riesci ad andare d'accordo con tua figlia solo quando fa quello che dici tu; l'hai trasformata in una donna senza farle trascorrere un'adolescenza normale, creando una persona 'perfetta' e non lasciandole scelta.
Non sarò mai come lei, che hai forgiato come volevi, sarò me stessa, diventerò una fallita o una grande donna, ancora non lo so; ma sicuramente sbaglierò di testa mia, e se diventerò qualcuno, non sarà certo perchè ho seguito i consigli di qualcuno che di me non sa niente e che non accetta altrà verità della sua.
THAT'S ME.

martedì 20 novembre 2012

Siamo come quegli animali nei documentari, non si capisce se si stanno massacrando o se stanno facendo l’amore.

   ♥                                                                                        


Ero troppo per te. 



Troppo orgogliosa. Troppo scorbutica. Troppo problematica. Troppo insicura. Troppo poco gentile. Troppo poco dolce. Troppo disordinata. Troppo bambina. Troppo matura. Troppo emotiva. Troppo sognatrice. Troppo poco romantica. Troppo caparbia. Troppo poco elastica. Troppo poco gli altri, e troppo me stessa. Troppo poco bella. Troppo poco magra.     

Ero troppo per te.                                                  

Ma non ero mai abbastanza.    
                        

lunedì 19 novembre 2012

Start the car, and take me home.

Continuavo a ripeterle che ci sarei sempre stata, che per ogni problema l'avrei aiutata a rialzarsi, l'avrei risollevata da terra ed avrei fatto di tutto per lei..
ma penso che infondo scrivessi quelle cose non tanto per lei quanto per me, per convincere me stessa che non sarei rimasta sola, che qualcuno mi sarebbe stato accanto, pronto a prendermi in caso io non ce l'avessi fatta.
Ma poi dentro di me sapevo benissimo che non era così. Sapevo che fidarsi non valeva la pena, sapevo che in fondo le persone non capiranno mai quello che hai dentro, e alla fine smisi di provare a farmi capire che tanto - pensavo - era inutile. 

domenica 4 novembre 2012

Ma perché ogni cosa, dentro di me, acquista dimensioni spropositate? Ho la capacità di dilatare ogni piccola sensazione, fino a diventare io stessa quella sensazione.

Premessa: se siete felici, non cambiate niente di voi.


Sono Sara, una teen-ager italiana che vive in un piccolo paesino la sua adolescenza
Sono sempre stata felice, o meglio, lo sono sempre stata da piccola
Fino agli undici o dodici anni penso di essere sempre stata (bene o male) veramente felice.
Non mi mancava nulla, ero una bimba estroversa e contenta, piena di energia e pronta a regalare un sorriso a chiunque ne avesse bisogno.
Ora, qualche anno dopo e parecchi chili di meno sono io ad aver bisogno di qualcuno che mi ceda un sorriso.
Per la maggior parte della mia vita sono stata una bambina in sovrappeso ma felice. Pensate che all'età di dieci anni pesavo 65 chili ed ero solamente un metro e cinquantacinque (praticamente si faceva prima a saltarmi che a girarmi in torno) però, paradossalmente in quel periodo ero molto felice, non mi disgustavo ne fisicamente, ne caratterialmente, ero fiera di me, non avevo paura di niente, non avevo pensieri, e soprattutto avevo una voglia pazza di vivere, di lottare, di conoscere gente nuova, di provare emozioni nuove.
Poi un giorno, con la stessa velocità e fragilità di una foglia che si stacca dal proprio ramo, io guardandomi allo specchio, iniziai a voler cambiare me stessa in un'altra persona : magari più magra, magari più alta, più bella, diversa.
Sono stata a dieta per un anno, ho perso dieci chili, e con lo sviluppo sono cresciuta.
Adesso peso 57 chili per un metro e settantacinque, ma qualcosa è cambiato.
Quella bimba spensierata che tutti ammiravano e a cui tutti volevano bene è in qualche modo cresciuta, è diventata grande ed è dovuta entrare a contatto con la vita, per quando dura essa possa essere.
Ora sorrido meno, penso di più, e rifletto, rifletto molto.
Sono costretta a tenere dei segreti, a ingoiare rospi, e a tirarmi in qualche modo avanti.
Ora quando c'è un problema non arriva mamma a soccorrermi, anzi adesso mi accorgo che mamma ha quasi più problemi di me.
Io non so bene che che cosa mi capiti in realtà, cioè io sono felice.. ma poi un attimo dopo la felicità non c'è più, io ho voglia di piangere e quella di prima nemmeno mi sembra felicità.
A volte sono totalmente apatica, proprio zero emozioni.
Altre volte ogni cosa dentro di me acquista dimensioni spropositate e ho la capacità di dilatare ogni piccola sensazione, fino a diventare io stessa quella sensazione. E questa non è una cosa che aiuta, le emozioni trasformano le persone forti in persone deboli e vulnerabili..
Finisco più o meno come ho iniziato: siate felici, e se ci riuscite, se riuscite a trovare la felicità non lasciatevela scappare, perchè al giorno d'oggi essa è cosa abbastanza rara: se vi capita usufruitene nel giusto modo, e condividetela con coloro che non ce l'hanno e se vi va, mandatene un po' anche a me!

martedì 9 ottobre 2012

giovedì 4 ottobre 2012

dicono che è vero che noi siamo fermi è il panorama che si sta muovendo.

Viviamo in un mondo dove i problemi vengono nascosti e non affrontati.
Ci sono persone che conosco da una vita (e col dire da una vita, intendo proprio da sempre) e che vedo ogni giorno, eppure con loro non affronto mai serie discussioni o conversazioni. Per quanto mi ricordo non ho mai parlato dei miei problemi o delle mie cose più intime con nessuno; solo a volte con i miei.
Ciò non è una bella cosa. Penso che le cose vadano dette e affrontate, penso che le persone debbano aprirsi tra di se e parlare di ciò che è il mondo, di ciò che le circonda anche in modo serio a volte.
Non ci rendiamo conto di come vanno le cose nel mondo fin che la dura realtà non ci colpisce.
Restiamo fermi facendo finta di non vedere quando le cose vanno male agli altri. Fin che poi le cose non vanno male a noi. Allora si cerca una soluzione, ma ormai è troppo tardi.
Io mi chiedo come fa la gente a rimanere immobile mentre guarda l'Italia che affonda, e le cose peggiorare. Io  vorrei fare qualcosa, vorrei risollevare la situazione, ma mi rendo conto che una persona sola non può far nulla, serve l'unione in questi casi: l'unione che fa la forza

Ci tengo ad annotare una frase, non c'entra nulla ma a mio parere significa tantissimo e dovrebbe farci riflettere: 'se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare'



Sara. #delirio #sono a favore di una rivoluzione

sabato 22 settembre 2012

Lasciare che lo scorrere del tempo renda tutto un po' più chiaro.

il mi babbo non riesce a dormire. E' stato avvisato che nella sua ditta verranno messe circa duecento persone in cassa integrazione per due o tre mesi e lui potrebbe essere tra questi.
Ciò significherebbe all'incirca duecento, trecento euro meno al mese per un po' di tempo.
In famiglia comunque non ci preoccupiamo più di tanto, non rischiamo di morire di fame.

Noi no, ma qualcun'altro in Italia . Ho chiesto a babbo se potesse trovare un altro lavoro, lui ha risposto che non ce ne sono per nessuno.
Non riesco a pensare che l'Italia vada talmente male da non offrire lavoro a nessuno, come non riesco a credere che un sacco di persone vengano licenziate ogni giorno perchè la fabbrica dove lavorano sta fallendo.
Miliardi e miliardi di euro che gravano sul debito pubblico del paese.
Adesso mi domando che cosa succederà se l'italia non riparte, che cosa succederà quando il 90% delle famiglie italiane sarà sul lastrico?
-Il duemila e tredici sarà peggio del duemila dodici- dicono ai telegiornali. -Nel duemila quattordici monti se ne andrà-
L'italia non ha ancora toccato il fondo. Che cosa succederà quando lo farà?
E' semplice, una guerra civile. Lo so nessuno di voi, come me, riesce ad immaginarsi le nostre case vuote, senza cibo, e i nostri genitori che imbracciano un fucile


ma guardiamo in faccia la realtà: quando la gente ha fame, quando il popolo ha fame, cerca di mangiare, saccheggia, ruba, crea una guerra civile, è sempre stato così.
E poi capita che una guerra civile porti una guerra mondiale, lo so è brutto, ma pensateci, ripercorrete la storia e vedrete che ho ragione.

-La guerra è il risanamento del mondo- dice il mi babbo. So perfettamente che ha ragione, ma non ci voglio credere. Non riesco a immaginare tutti i morti e i lutti che porta la guerra, eppure è vero che alla fine per coloro che rimangono in vita la vita si apre migliore, una guerra è l'unico modo per andare avanti, quando avanti non si può più andare.


-mi spiace che tu non possa crescere in un mondo che ti offre delle aspettative, mi spiace che tu debba vivere in un mondo che crolla, e sprofonda sempre di più- non ce la faccio più, piango. Penso che tutto ciò di cui abbiamo parlato all'inizio mi sembrava solamente una visione più oscura delle altre sul futuro, ma che in realtà appare come quella più realistica.
#piùnegatividicosìnonsipuò.